giovedì 11 giugno 2026

Saint Barnabas, Apostle

📜 Letture di Oggi

Prima Lettura
Acts 11:21b-26; 13:1-3
Vangelo
Matthew 5:20-26

Barnaba: Il Cuore che Incoraggia e Manda

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

oggi la Chiesa celebra san Barnaba, apostolo. Il suo stesso nome, datogli dagli apostoli, significa "figlio della consolazione", o meglio, "figlio dell'incoraggiamento". E mai nome fu più adatto a un uomo.

Negli Atti degli Apostoli ascoltiamo che, quando Barnaba giunse ad Antiochia e vide la grazia di Dio all'opera, "si rallegrò ed esortava tutti a restare fedeli al Signore con cuore risoluto" (At 11,23). Notate, fratelli, ciò che Barnaba sa fare: egli vede il bene che Dio compie negli altri e se ne rallegra. Non invidia, non sospetta, non critica. Si rallegra.

Quanto è raro questo dono! Quanto spesso noi, davanti al bene che cresce in un'altra persona, proviamo gelosia anziché gioia. Barnaba invece è l'uomo dal cuore largo, capace di gioire del bene altrui come se fosse il proprio.

È lui che presentò Saulo, il persecutore convertito, alla comunità diffidente di Gerusalemme. È lui che andò a cercarlo a Tarso per condurlo ad Antiochia. Senza l'incoraggiamento di Barnaba, forse non avremmo avuto san Paolo come lo conosciamo. Barnaba scommise su un uomo che gli altri temevano. Vide in Saulo non il passato di persecutore, ma il futuro di apostolo.

Cari amici, questo è il primo insegnamento che oggi riceviamo: ciascuno di noi è chiamato a essere un Barnaba per qualcuno. C'è sempre qualcuno accanto a noi che ha bisogno di una parola di incoraggiamento, di qualcuno che creda in lui quando lui stesso fatica a credere. Una parola buona, detta al momento giusto, può cambiare una vita.

San Giovanni Crisostomo, commentando gli Atti, lodava la mitezza di Barnaba, dicendo che egli era "buono e perfettamente disposto" a servire, senza cercare nulla per sé. Ecco la santità nascosta: non fare grandi opere per essere visti, ma sostenere gli altri perché possano crescere.

Ma c'è di più. La prima lettura ci dice che, mentre la comunità di Antiochia celebrava il culto del Signore e digiunava, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati" (At 13,2). Da quel cuore che incoraggia nasce un cuore che si lascia mandare. Barnaba non si attacca alla comunità che aveva costruito; obbedisce allo Spirito e parte per la missione.

Fratelli e sorelle, l'incoraggiamento autentico conduce sempre alla missione. Non incoraggiamo gli altri perché restino dove sono, ma perché diventino ciò a cui Dio li chiama.

E qui il Vangelo di oggi viene a illuminarci. Gesù ci dice: "Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 5,20). E poi va alle radici: non basta non uccidere; bisogna estirpare dal cuore l'ira, il disprezzo, l'insulto verso il fratello.

Vedete come tutto si tiene? La giustizia superiore di cui parla Gesù è esattamente la giustizia di Barnaba: un cuore libero da invidia e da rancore, capace di riconciliarsi. Gesù dice: "Se stai per presentare la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello" (Mt 5,23-24).

La riconciliazione viene prima del sacrificio. Sant'Agostino insegnava che non si può offrire a Dio un dono con le mani pulite e il cuore sporco di rancore. Dio non vuole solo le nostre offerte; vuole il nostro cuore riconciliato.

Cari fratelli e sorelle, tra pochi istanti ci avvicineremo a questo altare per l'Eucaristia. Cristo ci dona se stesso, il sacramento dell'unità e della riconciliazione. Ma con quale cuore ci accostiamo? Portiamo forse rancori non sanati, parole non perdonate, fratelli che evitiamo?

Lasciamo che oggi Barnaba ci insegni due cose semplici: incoraggiare e riconciliare. Prima di ricevere il Corpo di Cristo, chiediamo la grazia di un cuore largo come il suo, capace di gioire del bene altrui e di fare il primo passo verso chi è diviso da noi.

Forse questa settimana c'è una persona da incoraggiare con una parola buona, o una relazione spezzata da ricucire. Quello è il nostro altare. Quello è il nostro modo di seguire Barnaba.

E mentre ci nutriamo del Pane eucaristico, chiediamo allo Spirito Santo la stessa docilità di Barnaba e Saulo: la grazia di lasciarci mandare, perché la grazia di Dio che abbiamo ricevuto non rimanga in noi, ma raggiunga gli altri.

San Barnaba, figlio dell'incoraggiamento, prega per noi.

Amen.

Fonti Consultate

- *Sacra Bibbia*, traduzione NABRE (Atti 11,21b-26; 13,1-3; Matteo 5,20-26) - San Giovanni Crisostomo, *Omelie sugli Atti degli Apostoli* - Sant'Agostino, *Commento al Discorso della Montagna* (De Sermone Domini in Monte) - *Catechismo della Chiesa Cattolica*, nn. 2842-2845 (sulla riconciliazione e il perdono) - Papa Benedetto XVI, *Udienza Generale* sugli Apostoli e i primi missionari - Venerabile Beda, *Commento agli Atti degli Apostoli* - *Navarre Bible Commentary*, Acts of the Apostles

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