sabato 12 settembre 2026

Weekday

📜 Letture di Oggi

Prima Lettura
1 Corinthians 10:14-22
Vangelo
Luke 6:43-49

La radice nascosta e la mensa del Signore

Cari fratelli e sorelle in Cristo, ogni albero racconta la verità di sé nei suoi frutti. Non con le parole, non con le apparenze: con i frutti.

Gesù oggi ci offre un'immagine semplice e tagliente: «Non c'è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto» (Lc 6,43-44). E subito dopo aggiunge la chiave: «dalla pienezza del cuore parla la sua bocca».

Il frutto non nasce dal ramo, ma dalla radice. E la radice è il cuore, cioè quel centro segreto dove decidiamo ogni giorno di che cosa nutrirci, a quale mensa sederci.

Ecco perché la prima lettura non è una parentesi antica sugli idoli pagani. San Paolo scrive a cristiani di Corinto che partecipavano all'Eucaristia e poi, senza troppi scrupoli, sedevano ai banchetti nei templi degli idoli. E lui li scuote: «Non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni» (1 Cor 10,21).

Non è fanatismo, amici miei. È realismo spirituale. Paolo sa che ciò che mangiamo ci trasforma. «Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?» (1 Cor 10,16).

Questa è una delle testimonianze più antiche della fede eucaristica della Chiesa. Il Catechismo insegna che l'Eucaristia «ci separa dal peccato» e ci unisce a Cristo come le membra al corpo. Non riceviamo un simbolo: riceviamo una Persona che ci rimodella dall'interno.

Sant'Agostino, commentando questo mistero, sentì il Signore dirgli: «Non sarai tu a trasformare me in te, come il cibo del tuo corpo, ma sarai tu a trasformarti in me». Ecco la radice buona. Ecco da dove vengono i frutti buoni.

E allora la domanda diventa concreta, fratelli e sorelle: a quali mense mi siedo durante la settimana? Perché noi oggi raramente adoriamo statue. Ma abbiamo altari più discreti: il denaro che detta ogni decisione, l'immagine di sé da difendere a ogni costo, il rancore che coltiviamo come un giardino segreto, le ore consumate davanti a schermi che ci svuotano.

Nessuno di noi lo chiama idolatria. Ma se ci nutriamo lì, di lì verranno i frutti: parole taglienti in famiglia, cinismo verso i poveri, una fede stanca che non scalda nessuno.

Gesù conclude con la parabola delle due case. Entrambe sembrano identiche viste da fuori. La differenza sta sottoterra: uno «scavò e andò in profondità e pose le fondamenta sopra la roccia» (Lc 6,48). L'altro costruì «senza fondamenta».

La prova non è quotidiana, ma arriva: la malattia, il lutto, il tradimento, la crisi. E in quel giorno non conta quanto abbiamo saputo dire di Dio, ma quanto abbiamo scavato in profondità mettendo in pratica la sua Parola.

Scavare costa fatica. È il lavoro nascosto della preghiera fedele, della Confessione regolare, del perdono dato quando non ne abbiamo voglia, della Messa vissuta e non subita.

Cari amici, tra pochi istanti ci avvicineremo a questa mensa. Non è una mensa tra le altre: è la mensa del Signore, la roccia posta nelle fondamenta della nostra vita.

Vi propongo un passo concreto per questa settimana: individuate una sola "mensa" alternativa a cui vi sedete troppo spesso, un'abitudine, un rancore, una dipendenza, e portatela oggi al Signore nel momento della Comunione. Ditegli semplicemente: «Signore, questa radice guariscila tu».

Perché quando il cuore si nutre di Cristo, i frutti vengono da sé. Non forzati, non recitati. Veri.

E la casa, quando verrà la piena, resterà in piedi. Amen.

Fonti consultate

- Sant'Agostino, *Confessioni* VII, 10; *Discorsi* 227 e 272 sull'Eucaristia - San Giovanni Crisostomo, *Omelie sulla Prima Lettera ai Corinzi*, Omelia XXIV - San Cirillo di Alessandria, *Commento al Vangelo di Luca*, Omelie 29-30 - San Tommaso d'Aquino, *Catena Aurea* su Luca 6 e *Summa Theologiae* III, qq. 73-79 - *Catechismo della Chiesa Cattolica*, nn. 1391-1398 (frutti della Comunione), 2112-2114 (l'idolatria) - San Giovanni Paolo II, Lettera enciclica *Ecclesia de Eucharistia* (2003) - Papa Benedetto XVI, Esortazione apostolica *Sacramentum Caritatis* (2007) - Papa Francesco, Esortazione apostolica *Evangelii Gaudium*, nn. 135-159 (l'omelia)

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