Letture della domenica
Cari fratelli e sorelle in Cristo, vi saluto con grande affetto.
Oggi è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso.
Siamo riuniti qui per celebrare il trionfo assoluto della vita sulla morte.
Cristo è risorto, è veramente risorto, alleluia!
Questo saluto gioioso risuona in tutte le chiese cattoliche del mondo.
È il battito del cuore della nostra fede e della nostra speranza.
Senza l'evento di questo giorno, tutta la nostra religione sarebbe vana.
Oggi celebriamo la verità centrale e più gloriosa della storia umana.
Eppure, il Vangelo di Giovanni inizia in un'atmosfera molto diversa.
Inizia con Maria Maddalena che si reca al sepolcro di buon mattino.
L'evangelista ci dice specificamente che era ancora buio.
Questa non è soltanto una semplice indicazione meteorologica.
Cari amici, quel buio descrive perfettamente lo stato d'animo di Maria.
Il suo Signore, colui che le aveva ridato la dignità, era stato crocifisso.
Tutte le sue speranze erano state sepolte dietro una grande e pesante pietra.
Maria cammina immersa nel buio dell'angoscia e del totale smarrimento.
Quanto spesso, miei cari fratelli e sorelle, ci sentiamo esattamente come lei?
Quante volte affrontiamo le nostre giornate immersi nel buio interiore?
Il buio di una malattia improvvisa, di una crisi familiare o di un fallimento doloroso.
A volte sentiamo che la morte e la tristezza abbiano pronunciato l'ultima parola.
Ma all'improvviso, Maria vede qualcosa di sconvolgente che cambia tutto.
La grande pietra è stata ribaltata dal sepolcro.
L'ostacolo finale, definitivo e inamovibile è stato rimosso dalla potenza divina.
Questa visione inaspettata la spinge a compiere un'azione immediata.
Maria inizia a correre verso Simon Pietro e verso l'altro discepolo.
Porta con sé la sua grande confusione e il suo amore disperato.
Anche i due discepoli, ascoltando le sue parole, iniziano subito a correre.
In questo radioso mattino di Pasqua, l'amore per il Signore fa accelerare i passi.
Pietro e Giovanni corrono insieme verso la tomba ormai aperta e vuota.
Giovanni, essendo più giovane, corre più veloce e arriva per primo al sepolcro.
Tuttavia, si china a guardare ma non entra, fermandosi per aspettare Pietro.
Questo gesto di profondo rispetto è molto significativo per noi cattolici.
Sant'Agostino, riflettendo su questo passaggio, offrì un'interpretazione magnifica.
Insegnava che Giovanni rappresenta l'amore contemplativo che vola veloce e arriva per primo.
Pietro, invece, rappresenta l'autorità della Chiesa istituita direttamente da Cristo.
L'amore puro arriva prima, ma si sottomette umilmente all'autorità della Chiesa.
Quando Simon Pietro finalmente entra, osserva attentamente l'intera scena.
Non trova un corpo rubato frettolosamente, ma vede i teli posati là.
Nota in particolare il sudario, piegato con cura in un luogo a parte.
Questo dettaglio è la chiave per comprendere il mistero maestoso di quella mattina.
San Giovanni Crisostomo, un brillante Dottore della Chiesa, ha commentato questa scena.
Faceva notare che nessun ladro di tombe si comporterebbe mai in questo modo.
Nessun criminale si fermerebbe a srotolare un corpo e a piegare meticolosamente le bende.
Avrebbe rubato il corpo intero, fuggendo via il più velocemente possibile per non essere scoperto.
Quell'ordine perfetto all'interno del sepolcro racconta tutta un'altra storia.
Racconta del risveglio calmo, glorioso e sovrano del Re dell'universo.
Gesù non è fuggito dalla morte come un prigioniero spaventato che evade.
Si è alzato come chi si sveglia tranquillamente e vittoriosamente da un sonno profondo.
Dopo Pietro, entra nel sepolcro anche Giovanni, il discepolo amato.
Il Vangelo ci dona quattro parole potenti: egli vide e credette.
Non vede ancora Gesù risorto in quel momento, ma vede i chiari segni della sua assenza.
L'amore dona a Giovanni gli occhi speciali per riconoscere la presenza invisibile di Dio.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna una verità preziosa a questo riguardo.
Ci ricorda che il sepolcro vuoto e le bende posate costituiscono un segno essenziale.
Essi sono il primo passo indispensabile per riconoscere il fatto della Risurrezione.
Da quel vuoto materiale, illuminato dalla grazia, nasce la pienezza della nostra fede.
Fino a quel momento, come dice il Vangelo, i discepoli non avevano compreso la Scrittura.
Non sapevano che Egli doveva risuscitare dai morti secondo il piano del Padre.
Ma l'incontro con i segni del Risorto cambierà tutto, per sempre e per tutti.
Questo ci porta direttamente alla prima lettura di oggi, tratta dagli Atti degli Apostoli.
Cari fratelli e sorelle, qui troviamo un Pietro completamente trasformato dallo Spirito Santo.
Non è più l'uomo spaventato e debole che ha rinnegato Gesù per tre volte nel cortile.
Guardate il coraggio formidabile di questo semplice pescatore di Galilea.
Si alza davanti al centurione Cornelio e parla con un'autorità divina.
Pietro inizia con una dichiarazione bellissima e fondamentale per tutti noi.
Afferma che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chiunque lo teme e pratica la giustizia.
Poi dichiara apertamente che Dio ha risuscitato Gesù di Nazareth il terzo giorno.
La salvezza non è riservata a un gruppo chiuso, ma è offerta all'intera umanità.
Ascoltate bene il dettaglio straordinario che Pietro aggiunge alla sua appassionata testimonianza.
Egli sottolinea con forza che hanno mangiato e bevuto con Lui dopo la risurrezione.
Cristo non era un fantasma o una visione consolatoria inventata dalla loro mente addolorata.
Aveva un corpo glorificato, reale, capace di condividere nuovamente un pasto con i suoi amici.
Pietro sa bene di cosa parla, perché lo ha vissuto sulla propria pelle.
Egli annuncia che chiunque crede in Cristo ottiene il perdono dei peccati per mezzo del suo nome.
Questo è il nucleo potente del messaggio cristiano che ha convertito il mondo antico.
È lo stesso identico messaggio che ha il potere di trasformare la nostra società oggi.
Cari amici, cosa significa tutto questo per noi, riuniti oggi in questa chiesa?
La Pasqua non è soltanto la stanca celebrazione di un evento storico avvenuto secoli fa.
È una realtà viva e palpitante che deve invadere il nostro presente quotidiano.
La risurrezione di Cristo deve provocare una vera e propria risurrezione nelle nostre vite.
Papa Francesco ci esorta molto spesso a riflettere sui sassi che chiudono il nostro
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